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Cos'è l'ipertensione arteriosa?
Spesso viene confuso un aumento dei valori pressori più o meno protratto con l’ipertensione arteriosa.
Essa in realtà è molto meno frequente di quanto si creda e consiste in un processo infiammatorio che colpisce il cuore e le arterie rendendoli sempre meno elastici con il passare degli anni. Questo processo infiammatorio è facilmente rilevabile con l’ecocardiogramma. Occorre qui ricordare che la prima terapia dell’ipertensione arteriosa è l’attività fisica aerobica e in secondo luogo l’alimentazione.
Informazioni da conoscere prima di misurare la pressione

Prima di misurare la pressione arteriosa occorre sapere che:

  1. la pressione arteriosa oscilla e deve oscillare. Spesso queste oscillazioni fisiologiche benefiche vengono confuse con sbalzi pressori patologici. Infatti è molto più pericoloso trovare 3 misurazioni identiche in 3 misurazioni effettuate nel giro di 5 minuti che trovarle differenti. È ben difficile stabilire quando uno è affetto da ipertensione arteriosa o quando un farmaco veramente funzioni.
  2. la pressione arteriosa varia con l’età: a 40-50 anni si trova facilmente una pressione diastolica (minima) elevata e una sistolica (massima) normale; dopo i 60 anni, con l’avanzare dell’età, tende ad ampliarsi la forbice tra i valori massimo e minimo, portando fino, oltre i 75 anni, a una pressione differenziale superiore ai 60 mmHg (ad esempio, facilmente possiamo trovare una pressione di 160/80 in pazienti anziani). Quindi, oltre a preoccuparsi dell’aumento della massima (la quale comunque dopo gli 80 anni non deve mai scendere sotto i 140-150 mmHg), bisogna preoccuparsi soprattutto della caduta della minima, poiché con una pressione di 60 mmHg nessuno vive bene (astenia, debolezza, capogiri, cadute, e perfino infarti del miocardico, insufficienza renale e ictus).
  3. Spesso l’aumento della pressione è dovuto a un problema tiroideo ignorato, a un dolore qualunque come ad esempio quello da gastrite, a calcoli alla cistifellea, ad aritmie benigne o meno, che condizionano pesantemente la misurazione con gli apparecchi automatici, ad alimenti nervini, a disturbi ormonali, a farmaci contro la depressione, ai cortisonici, ad ansia, ecc … insomma tutte condizioni in cui la pressione si alza, ma va curata la causa dell’aumento della pressione e non la pressione stessa con farmaci che possono rivelarsi anche nocivi in alcuni casi.
  4. Una misurazione della pressione arteriosa è sempre condizionata da una componente ansiosa, poco o tanto che sia; quindi, per capire la reale pressione arteriosa occorre misurarla secondo le indicazioni che trovate nel paragrafo seguente.

Misurazione della pressione e valutazione accurata dei parametri di rischio vascolare

Ecco le indicazioni necessarie per misurare e valutare la pressione:

  1. misurare la pressione arteriosa 2 volte alla settimana (per esempio lunedì e giovedì), sempre al mattino, sempre alla stessa ora.
  2. misurare la pressione arteriosa 3 volte nel giro di 5 minuti e segnare su foglietto i valori più bassi (per esempio, se trovo prima 150/90, poi 140/90 e alla terza misurazione 135/80, segnerò sul foglietto 135/80)
  3. misurare la frequenza cardiaca e segnare sul foglietto la media di 3 misurazioni
  4. misurare il peso, sempre sulla stessa bilancia, dopo aver misurato la pressione

misurare la circonferenza addominale a livello dell’ombelico con metro da sarta.

Ecco l’esempio di come deve essere costruito il foglio della misurazione:

data pa sistolica (massima) pa diastolica (minima) frequenza cardiaca peso (kg) addome cm
26-05-16
135
80
75
70
95